Lughnasadh e Lammas: onorare l’abbondanza e la rinascita.

Nei tempi antichi le date che vanno dal 30 luglio al 1° agosto erano destinate alle celebrazioni di Lughnasadh e Lammas. Anche oggi possiamo ricollegarci alle energie di questo periodo e scegliere di onorare la festa del raccolto. Un momento per riconnetterci con la natura e le divinità celebrando il riposo, la rinascita e l’abbondanza che abbiamo già sperimentato finora.

Lughnasadh e Lammas: celebrare l'abbondanza e il raccolto

In questi giorni ricorrono due feste dalle origini antiche: Lughnasadh e Lammas. Due momenti che ci permettono di riconnetterci con ispirazioni ed energie latenti. Sono periodi in cui possiamo fare il bilancio della prima metà dell’anno, ritagliarci del tempo per riposare e celebrare l’abbondanza che è presente nelle nostre vite.

Le giornate comprese tra il 30 luglio e il 1° agosto rappresentano dunque l’occasione per fermarsi, uscire dalla solita routine fatta di impegni e darsi tempo. Possiamo infatti guardare alla nostra realtà, a quanto abbiamo seminato e stiamo raccogliendo. Nell’antichità  era la festa del raccolto e la sua celebrazione assicurava abbondanza e prosperità alla comunità.

Nella ruota dell’anno questa ricorrenza rappresenta uno dei quattro Sabbat maggiori, Lughnasadh ovvero quei momenti di particolare energia connessi ai cicli della natura. Attraverso una serie di danze, rituali, fuochi e pratiche si rendeva omaggio alla morte e alla  rinascita che permetteva al dio Lugh di farsi raccolto e di tornare alla vita. Durante questa festa venivano inoltre celebrati i matrimoni con la cerimonia dell’handfasting.

Ispirarsi a Lughnasadh, ovvero celebrare il raccolto.

Per riconnetterci alle energie uniche di questa festa dobbiamo far riferimento al suo significato più profondo. Mietiamo i frutti del nostro operato e ci apriamo quindi all’abbondanza. Una prosperità già presente che mostra le sue potenzialità se siamo attente a coglierle e celebrarle. Per essere preparate dedichiamoci a fare spazio e ordine nelle nostre vite.

Un’azione questa che ci permette di aprirci al cambiamento, alla bellezza e alla gioia. Un rimando alla leggerezza d’animo di chi ha lavorato sodo in passato e ora attende con fiducia di poter godere del suo impegno. Celebrare l’abbondanza equivale perciò all’essere grate per ciò che arricchisce già le nostre esistenze. Per questo insieme al fare spazio ringraziamo per la fortuna che stiamo sperimentando e pratichiamo la gratitudine.

Lughnasadh è poi il momento del riposo, dell’ozio e della festa: perché dopo la mietitura, dopo il sacrificio del dio, la vita torna a splendere e noi stesse rinasciamo. Per farlo possiamo farci guidare dalle divinità di riferimento di questa stagione. Ecco quindi che possiamo farci ispirare da Lugh, Apollo, Freyr, Amaterasu e molte altre. Chiediamo quindi il supporto di Cerere, Demetra, Persefone, Iside, Arianrhod e Gaia.

Il sacrificio e la rinascita: il cerchio e il farsi raccolto.

La maggior parte delle divinità a cui possiamo guardare sono portatrici di storie di morte, sacrificio e rinascita. Questo può essere uno spunto da incanalare anche nella nostra quotidianità. In concomitanza con Lughnasadh  possiamo dunque scegliere di dedicarci alla revisione dei nostri percorsi di vita, dei progetti, delle intenzioni e degli obiettivi. Ispirandoci al dio che si sacrifica possiamo inoltre trasformare noi stesse nel nostro prezioso raccolto e da quella soglia proseguire nel nostro cammino di trasformazione.

Insieme al bilancio e alla mietitura, la festa del grano ci ricorda anche che l’estate è il tempo del gioco e che – al duro impegno – seguono la gioia e l’estasi. Dedichiamo questi momenti a festeggiare, decoriamo la casa e l’altare con i colori dell’oro, del giallo, del verde e dell’arancione. Utilizziamo pietre quali l’occhio di tigre, il topazio, l’opale di fuoco, il diaspro giallo o il quarzo citrino. Aggiungiamo elementi come le spighe, una pagnotta di pane, i cereali quali frumento, riso, miglio, o ancora l’alloro. Intrecciamo bamboline di grano e dedichiamoci a un rituale per l’abbondanza. Rilassiamoci, riposiamoci e connettiamoci con le dee e con i totem del periodo come il corvo o l’aquila simboli del dio Lugh o ancora il leone e la fenice.

Hai la necessità di una consulenza personalizzata sulle dee interiori o desideri partecipare a uno dei prossimi incontri che terrò sul tema? Contattami! Sarò felice di accoglierti e raccontarti di più su queste possibilità.


Per rimanere sempre aggiornata sulle prossime iniziative visita le mie pagine social su Facebook e su Instagram. Ti aspetto 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.